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Yama e Nyama

I Precetti dello Yoga

Gruppo di Yoga

Quando si parla di Yoga è molto riduttivo riferirsi solo al "momento sul tappetino", quando si praticano le
Asana. Alla base dello Yoga, prima ancora della pratica delle Asana e della Meditazione, Patanjiali grande "
Yogi", autore, oltre 2000 anni fa, degli "Yoga Sutra", il primo e più autorevole testo di yoga ancor oggi,
proprio con gli Yoga Sutra ci ha trasmesso le indicazioni di condotta, i principi di comportamento che un
praticante deve tenere verso se stesso e verso gli altri. Indispensabile base per tutti i praticanti. Tali principi
sono Yama e Nyama.

Yama rappresenta la rotta verso la quale indirizzare le proprie energie, se si vuole evitare di correre in mille
direzioni, dove sarà molto difficile ottenere una realizzazione di sè.

Yama significa indirizzare la propria vita, è sufficiente darsi una direzione per creare in sè un centro che a
sua volta aiuterà a dare forma cosciente alla rotta, possiamo dedurre che Yama è il punto di partenza che
da sé invita centrarsi per rispondere alla vita.
I precetti non vogliono essere una limitazione ma un arricchimento della vita, dobbiamo usarli per
arricchirci e non per distaccarci da essa.

Un arricchimento per la vita

Yama rappresenta la rotta verso la quale indirizzare le proprie energie, se si vuole evitare di correre in mille
direzioni, dove sarà molto difficile ottenere una realizzazione di sè.

Yama significa indirizzare la propria vita, è sufficiente darsi una direzione per creare in sè un centro che a
sua volta aiuterà a dare forma cosciente alla rotta, possiamo dedurre che Yama è il punto di partenza che
da sé invita centrarsi per rispondere alla vita.


I precetti non vogliono essere una limitazione ma un arricchimento della vita, dobbiamo usarli per
arricchirci e non per distaccarci da essa.

Cascata

I cinque Yama sono:


Ahimsha, non uccidere; Satya, non mentire; Asteya, non rubare; Brahmacharya, controllo ed uso
dell'energia sessuale; Aparigraha, non essere avaro.


Con Yama si conclude il lavoro all'esterno, nei confronti degli altri. E a questo punto appare Niyama, la
legge interiore, che compare nella propria solitudine, e con la quale ci si deve sempre confrontare. Si tratta
di attenzioni, di riguardi verso se stessi.

Niyama significa “non controllo”, a differenza degli Yama, è una pratica che riguarda l’iniziativa personale,
una pratica volta a se stessi


 I cinque Niyama sono:
Saucha, la purificazione ; Santosha, la serenità; Tapas, l’ ardore; Svadhyaya, lo studio; Isvara Pranidhana, la
devozione

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della maestra di Yoga Daniela Borgini

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